"L'ignoranza conduce alla paralisi della volontà. Se non sappiamo cosa ci aspetta, non abbiamo modo di calcolare i rischi. Per le autorità, insofferenti dei vincoli che una democrazia vitale e tenace impone ai detentori del potere, tale impotenza dell'elettorato, legata alla sua ignoranza, la sua diffusa sfiducia nell'efficacia del dissenso e la sua indisponibilità a farsi coinvolgere sul piano politico sono fonti di capitale politico assolutamente necessarie e gradite. Il dominio conseguito mediante la deliberata coltivazione dell'ignoranza e dell'incertezza, infatti, è più affidabile e costa meno del potere fondato sull'esaustiva disamina dei fatti e sullo sforzo prolungato di raggiungere un accordo circa la fondatezza dei problemi e i metodi meno rischiosi per affrontarli. L'ignoranza politica perpetua se stessa e la corda intrecciata dell'ignoranza e dell'inazione fa sempre comodo quando si deve mettere il bavaglio o legare le mani alla democrazia.
Abbiamo bisogno dell'educazione permanente per avere la possibilità di scegliere. Ma ne abbiamo ancor più bisogno per salvaguardare le condizioni che rendono le scelte accessibili e alla nostra portata."
Zygmunt Bauman, Vite di corsa (trad. di Daniele Francesconi)
venerdì 18 settembre 2009
Ultime notizie dalla scuola (e dall'italietta)
sabato 12 settembre 2009
Senza lettore, né legge
"Intorno al mondo senza amoreIl professore-reporter s'è preso una bella vacanza... Non ha messo la testa nella sabbia, né pensa di stare peggio di tanti suoi colleghi, vicini e lontani, precari e no.
come un pacco postale
senza nessuno che gli chiede come va
col cuore appresso a una donna
una donna senza cuore
chissà se ci pensano ancora, chissà."
Vacanza di lavoro, vacanze di livore, sudore, calore, però non umano. Poche righe, poche pagine, molte cose, alcune fatte.
Il novizio pròffe ne ha pure fatte tante, e forse ha pestato qualche callo di troppo, nel suo primo anno da miracolato della scuola...
Lunedì si ricomincia, dopo convulse giravolte, nello stesso luogo, classi in parte diverse, prospettive incerte ma non troppo, non più di molti altri.
Nuove esperienze, dunque, nuovi e vecchi cacicchi da cui guardarsi.
Il pròffe disincantato si aggira per la scuola dell'epoca gelminiana come un rōnin nel giappone feudale, ligio al codice d'onore, senza un padrone, una bandiera, una causa.
E non un luogo in cui sapersi ben accolto.
sabato 14 febbraio 2009
Amour fou
Vero, non c'è amore senza odio (un po' almeno).
Per il Novizio la IA (nome di fantasia) fu il classico colpo di fulmine. Seguito dopo circa un mesetto dall'inevitabile delusione e quindi da un verticale crollo del desiderio di rivederla.
Dopo il primo quadrimestre, sembra giunto ora il tempo della maturità dei rapporti, della stabilità emotiva, in vista di un futuro da costruire insieme.
Affiorano quindi con maggior nitore le differenze, all'inizio appena abbozzate nella prima fase di studio reciproco.
Si mette meglio a fuoco, con la distanza, ciò che effettivamente sopraffece i sensi e la ragione nell'immediato, quale fu la parte che ci innamorò, e quale invece provocò la venuta dell'era glaciale.
La IA appare ora con evidenza separata (anche logisticamente) in 3 tronconi, più qualche battitore libero.
A sinistra, La Palude Delle Eterne Zanzare.
A destra, l'ONU.
Al centro, il Direttorio.
Sparsi per l'aula, senza fissa dimora: Tasmanian Devil, The Kicker, Little Elektra.
La Palude si contraddistingue per un alto tasso di mormorii, che in rarissimi casi si elevano al nobile rango di mugugni, e mai diventano ribellione. In maggior parte maschile, si fa tranquillamente i fatti propri, ma è suddivisa in due tipologie ben distinte: coloro che pensano di potercela fare da soli (e hanno ragione), e quelli che non ce la faranno mai, né da soli, né con l'aiuto di chicchessia (e hanno ragione anche loro).
L'ONU è compositamente aggregato, per differenze e somiglianze: prevalenza femminile, fino all'esclusiva; italiane, filippine, sudamericane, europee dell'Est; tutte, variamente, serie, studiose, intelligenti, preparate. Andranno avanti, anche nella vita.
Il Direttorio, più che da una funzione, prende il nome dall'aspetto vagamente inquisitorio che h la disposizione dei banchi (una sola striscia in fondo all'aula, al massimo due o tre banchi isolati al centro). Vi prendono posto solitamente ragazze, tra cui la rappresentante di classe, mediamente chiacchierone, ma senza eccessi. Funge da punto di equilibrio tra la Palude e l'ONU. Intelligenza nella media, scarsamente applicata alla scuola, più versata nella risoluzione di problemi pratici.
Tasmanian Devil, per brevità Taz, si muove incessantemente per l'aula, il corrodio, l'edificio. Ogni tanto capta anche con i suoi fanalistici occhi azzurri qualche parola tracciata sulla lavagna dal prof, ma non è quello il centro della sua attenzione. Il suo vivacissimo intelletto non viene messo in moto da triviali nozioni su questo o quell'argomento dello scibile umano. In lui, semplicemente, il pensiero è azione. Coglie l'ironia amara della condizione umana e per questo privilegia la dimensione del saltimbanco a quella dell'ordinato esecutore di semplici compiti.
The Kicker, inizialmente riottoso, poi sodale, complice e sponda del Taz, è ben presto diventato fin troppo sicuro di sé e consapevole del suo ascendente sulle ragazze. Questo ne fa - in una classe con poca concorrenza sul campo - una bomba a tempo.
Little Elektra s'intorvisce facile, e come piuma al vento cambia umore, leggera e fragile, dolorosamente conscia del peggiore abisso che l'umanità possa offrire, eppure aggrappata alla speranza, continuamente alla ricerca del prossimo cui donare fiducia. Del prossimo che la tradirà.
Per il Novizio la IA (nome di fantasia) fu il classico colpo di fulmine. Seguito dopo circa un mesetto dall'inevitabile delusione e quindi da un verticale crollo del desiderio di rivederla.
Dopo il primo quadrimestre, sembra giunto ora il tempo della maturità dei rapporti, della stabilità emotiva, in vista di un futuro da costruire insieme.
Affiorano quindi con maggior nitore le differenze, all'inizio appena abbozzate nella prima fase di studio reciproco.
Si mette meglio a fuoco, con la distanza, ciò che effettivamente sopraffece i sensi e la ragione nell'immediato, quale fu la parte che ci innamorò, e quale invece provocò la venuta dell'era glaciale.
La IA appare ora con evidenza separata (anche logisticamente) in 3 tronconi, più qualche battitore libero.
A sinistra, La Palude Delle Eterne Zanzare.
A destra, l'ONU.
Al centro, il Direttorio.
Sparsi per l'aula, senza fissa dimora: Tasmanian Devil, The Kicker, Little Elektra.
La Palude si contraddistingue per un alto tasso di mormorii, che in rarissimi casi si elevano al nobile rango di mugugni, e mai diventano ribellione. In maggior parte maschile, si fa tranquillamente i fatti propri, ma è suddivisa in due tipologie ben distinte: coloro che pensano di potercela fare da soli (e hanno ragione), e quelli che non ce la faranno mai, né da soli, né con l'aiuto di chicchessia (e hanno ragione anche loro).
L'ONU è compositamente aggregato, per differenze e somiglianze: prevalenza femminile, fino all'esclusiva; italiane, filippine, sudamericane, europee dell'Est; tutte, variamente, serie, studiose, intelligenti, preparate. Andranno avanti, anche nella vita.
Il Direttorio, più che da una funzione, prende il nome dall'aspetto vagamente inquisitorio che h la disposizione dei banchi (una sola striscia in fondo all'aula, al massimo due o tre banchi isolati al centro). Vi prendono posto solitamente ragazze, tra cui la rappresentante di classe, mediamente chiacchierone, ma senza eccessi. Funge da punto di equilibrio tra la Palude e l'ONU. Intelligenza nella media, scarsamente applicata alla scuola, più versata nella risoluzione di problemi pratici.
Tasmanian Devil, per brevità Taz, si muove incessantemente per l'aula, il corrodio, l'edificio. Ogni tanto capta anche con i suoi fanalistici occhi azzurri qualche parola tracciata sulla lavagna dal prof, ma non è quello il centro della sua attenzione. Il suo vivacissimo intelletto non viene messo in moto da triviali nozioni su questo o quell'argomento dello scibile umano. In lui, semplicemente, il pensiero è azione. Coglie l'ironia amara della condizione umana e per questo privilegia la dimensione del saltimbanco a quella dell'ordinato esecutore di semplici compiti.
The Kicker, inizialmente riottoso, poi sodale, complice e sponda del Taz, è ben presto diventato fin troppo sicuro di sé e consapevole del suo ascendente sulle ragazze. Questo ne fa - in una classe con poca concorrenza sul campo - una bomba a tempo.
Little Elektra s'intorvisce facile, e come piuma al vento cambia umore, leggera e fragile, dolorosamente conscia del peggiore abisso che l'umanità possa offrire, eppure aggrappata alla speranza, continuamente alla ricerca del prossimo cui donare fiducia. Del prossimo che la tradirà.
giovedì 12 febbraio 2009
Prossima fermata, Stoccolma
Il novizio s'è imbattuto casualmente nella puntata di PresaDiretta sulla Scuola Dimenticata.
Almeno un punto di contatto tra la scuola svedese e quella italiana c'è, obiettivamente.
In entrambi i paesi non c'è una gran differenza tra la scuola promessa dalla destra e quella pensata dalla sinistra.
Almeno un punto di contatto tra la scuola svedese e quella italiana c'è, obiettivamente.
In entrambi i paesi non c'è una gran differenza tra la scuola promessa dalla destra e quella pensata dalla sinistra.
venerdì 6 febbraio 2009
The End Of The State As We Teach It
Oggi il novizio ha spiegato a diverse classi i motivi per cui dobbiamo ritenerci fortunati a vivere in uno stato di diritto, dove vige il principio della separazione dei poteri, posto a garanzia dei cittadini, ché non si vedano negati i propri diritti come accadeva quando tutti i poteri erano riuniti in una sola figura, monarca o dittatore che fosse.
Poi è tornato a casa, e, mentre si stava nutrendo con tortelloni e sugo all'arrabbiata, ha appreso che tutto ciò che aveva appena detto alle giovani menti assetate di conoscenza era stato vanificato da un mero atto di arroganza, senza alcuna parvenza di legge, pur avendone formalmente la forza.
L'inizio della fine dello stato laico e di diritto.
Poi è tornato a casa, e, mentre si stava nutrendo con tortelloni e sugo all'arrabbiata, ha appreso che tutto ciò che aveva appena detto alle giovani menti assetate di conoscenza era stato vanificato da un mero atto di arroganza, senza alcuna parvenza di legge, pur avendone formalmente la forza.
L'inizio della fine dello stato laico e di diritto.
domenica 23 novembre 2008
Scene di consiglio di classe a Big Black Horse Hill
Il novizio non può evitarseli, ed ormai se ne è sciroppati abbastanza.
Capirai, 9 classi, di cui una -inspiegabilmente- come coordinatore. Già dopo la prima tornata di ottobre, s'era capito che i timori reverenziali sono fuori luogo.
Di solito tutto si risolve in querule lamentazioni disciplinari ed in sterili raccaomandazioni di maggior rigore, disciplina ci vuole, non mandateli al bagno, spostiamo i banchi, assegniamo i posti, mandateli in presidenza, penitentiagite-penitentiagite, richiamo scritto, i genitori assenti, non li mandiamo in gita, sospendiamolo!, le situazioni difficili, i cavoli degli altri vabbè ma ognuno ci ha i suoi, et cetera, et cetera, et cetera...
Poi c'è da divertirsi (per gli altri, suppongo) quando il novizio presiede. S'arruffa tra fogli e pizzini, quando non porta direttamente il PC - e allora si introna sulla tastiera di cui non ha certo la padronanza da dattilografa che servirebbe in questi casi... Perché, alla fine -che si dica, per Giove- verbalizzare il caos non è cosa da nulla...
Capirai, 9 classi, di cui una -inspiegabilmente- come coordinatore. Già dopo la prima tornata di ottobre, s'era capito che i timori reverenziali sono fuori luogo.
Di solito tutto si risolve in querule lamentazioni disciplinari ed in sterili raccaomandazioni di maggior rigore, disciplina ci vuole, non mandateli al bagno, spostiamo i banchi, assegniamo i posti, mandateli in presidenza, penitentiagite-penitentiagite, richiamo scritto, i genitori assenti, non li mandiamo in gita, sospendiamolo!, le situazioni difficili, i cavoli degli altri vabbè ma ognuno ci ha i suoi, et cetera, et cetera, et cetera...
Poi c'è da divertirsi (per gli altri, suppongo) quando il novizio presiede. S'arruffa tra fogli e pizzini, quando non porta direttamente il PC - e allora si introna sulla tastiera di cui non ha certo la padronanza da dattilografa che servirebbe in questi casi... Perché, alla fine -che si dica, per Giove- verbalizzare il caos non è cosa da nulla...
A ritroso - parte I
Ritrosie - Atto Primo
30 ottobre 2008
Torno a Roma per non lavorare, dopo averla a malincuore lasciata per lavoro.
La giornata è cupa, all'inizio, ma dura poco. Non piove, e quasi subito andiamo incontro al corteo. Colorato, arguto, vivo, come cosa viva che sveglia la città sonnecchiosa.
Non passano invano, questi numerosi serpenti fatti di giovani, giovanissimi e buoni maestri (striscione delle maestre: SIAMO GIÀ UNICHE), non passano senza brividi.
30 ottobre 2008
Torno a Roma per non lavorare, dopo averla a malincuore lasciata per lavoro.
La giornata è cupa, all'inizio, ma dura poco. Non piove, e quasi subito andiamo incontro al corteo. Colorato, arguto, vivo, come cosa viva che sveglia la città sonnecchiosa.
Non passano invano, questi numerosi serpenti fatti di giovani, giovanissimi e buoni maestri (striscione delle maestre: SIAMO GIÀ UNICHE), non passano senza brividi.
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