DOMANDA
Come fai ad assicurarti dell'esistenza di una casella di posta elettronica certificata (PEC)?
RISPOSTE
a) mandi una e-mail certificata alla casella PEC (che è costretta ad accettarla e a mandarti ricevuta di consegna)
b) mandi una e-mail ordinaria alla casella PEC (che potrebbe cancellare o mettere in spam le e-mail NON certificate)
c) ti tocchi
La risposta esatta è abbastanza evidente. Evidente a tutti, meno che ai gestori della piattaforma del MIUR.
La piattaforma per la presentazione delle istanze online del Ministero dell'Istruzione meriterebbe scorticamenti ad opera di menti migliori della mia: URL incoerenti, usabilità minima, assistenza zeppa di vicoli ciechi, linguaggio da parastato/paravento.
Una delle cappellate di cui sono stato testimone consapevole riguarda la gestione di una applicazione sulla bocca di molti: la PEC.
La posta elettronica certificata è già in sé una genialata tutta italiana, ma la sua gestione da parte della PA raggiunge vertici di incompetenza tragicomica.
Vediamo dunque come il sistema POLIS accredita la (eventuale) PEC dell'utente.
Prima ipotesi: l'utente rientra in determinate categorie, obbligate alla notifica delle comunicazioni via PEC, ma non ha una sua PEC personale.
Allo stesso utente viene quindi assegnata una PEC del tipo CEC-PAC (non scherzo, è tutto tristemente vero...); in soldoni una PEC con cui il cittadino comunica solo con la PA (fico, eh? un mezzo di comunicazione universale utilizzato per comunicare solo fra una porzione di soggetti di un medio Paese dell'UE...).
Seconda ipotesi: l'utente ha una sua PEC e vuole usarla per le comunicazioni certificate con il sistema POLIS.
L'utente deve quindi seguire la procedura standard in questi casi: la piattaforma invia un messaggio contenente un codice di verifica alla casella da validare; l'utente poi deve inserire tale codice nella piattaforma stessa.
Fin qui, tutto OK. I problemi sorgono però se il messaggio con il codice non arriva:
- non si riesce a capire come contattare l'assistenza in questo caso;
- le FAQ non chiariscono come fare per risolvere il problema
- la sezione assistenza dice di "Navigare fino alle funzioni per aprire un tagliando", ma non è chiaro cosa siano le funzioni, cosa il tagliando (immagino un "ticket") e soprattutto dove "navigare" (
- naturalmente, una volta capito tutto ciò, NON c'è ombra del pulsante per aprire il tagliando.
Finché... all'improvviso... la coscienza! Vuoi vedere che per validare la PEC hanno inviato il messaggio da un normale indirizzo di posta? ASTUTI! E senza nemmeno comunicarlo nella pagina di validazione (segno che i gestori non si sono posti minimamente il problema, al punto che si potrebbe arrivare a pensare che non abbiano la minima idea di come funzioni una PEC in concreto).
Ora, l'utente medio può anche ignorare che una casella PEC può essere impostata per rifiutare in automatico tutte le e-mail provenienti da caselle ordinarie (non-PEC); ma chi gestisce una piattaforma che serve migliaia di utenti dovrebbe tenere conto di questa eventualità, ed almeno avvisare l'utente che la validazione verrà eseguita mediante invio di un messaggio "ordinario".
Certo, l'ideale sarebbe inviare il messaggio di convalida mediante PEC... ma forse è una soluzione troppo banale per le sopraffine menti che sovrintendono alla gestione della POLIS.

